Una mente... per i numeri
Fin dai primi mesi di vita, i bambini possiedono abilità preverbali che consentono loro di percepire e comprendere le quantità. Con il passare del tempo, gli individui acquisiscono poi competenze aritmetiche sempre più complesse. Analizzando le abilità numeriche dei bambini e degli adulti, il nostro gruppo di ricerca studia i meccanismi cognitivi alla base della comprensione dei numeri. L’obiettivo è anche quello di contribuire allo sviluppo di strategie efficaci per migliorare i processi di insegnamento e apprendimento dell’aritmetica durante l’infanzia. Attualmente, il nostro interesse si concentra in particolare sul numero zero, un concetto che sembra creare difficoltà a molte persone a causa delle sue peculiari caratteristiche.
Vuoi saperne di più? leggi i nostri progetti attivi qui sotto….
Progetto finanziato: PRIN 2017 ERC-SH4–A (2017PSRHPZ)
Che cosa esploriamo?
Una caratteristica peculiare dei numeri è la loro organizzazione nello spazio, nota come Linea Numerica Mentale. Noi esseri umani adulti rappresentiamo i numeri lungo un continuum orientato nello spazio, con i numeri più piccoli a sinistra e i numeri più grandi a destra. Recentemente è stato ipotizzato che la Linea Numerica Mentale agevoli l’apprendimento del conteggio e l’emergere di abilità proto-aritmetiche nei bambini, tuttavia questa associazione non è stata ancora chiaramente dimostrata.
Perchè è importante?
L’obiettivo di questo studio è quello di studiare l’associazione fra i numeri e lo spazio con il fine di presentare nuovi modelli innovativi di insegnamento e didattica della matematica nell’infanzia
A chi è rivolto? e cosa facciamo?
Possono partecipare tutti i bambini dai 3 ai 6 anni.
I bambini saranno invitati, ad esempio, ad aiutare gli animali/oggetti ad incontrarsi nella metà di un sentiero, oppure a collocare diversi insiemi nello spazio, trascinandoli col dito.
Come puoi partecipare?
Scrivendo una mail a annamaria.porru@unipd.it
Che cosa esploriamo?
La matematica è un sistema per rappresentare e ragionare sulle quantità, con l’aritmetica come base. La conoscenza dei numeri simbolici (Arabici) da parte degli esseri umani è unica, tuttavia, le ricerche suggeriscono che la capacità di padroneggiare l’aritmetica esiste anche negli animali non umani e nei neonati umani.
Questi risultati supportano l’esistenza del cosiddetto “Number Sense”, un sistema predisposto ed evolutivamente rilevante disponibile subito dopo la nascita e che cattura le proprietà numeriche dall’ambiente circostante.
Il “Number Sense” sembra essere predittivo degli apprendimenti matematici futuri e recentemente è stato dimostrato che anche le opportunità di apprendimento della matematica a casa guidate dai genitori possono essere efficaci per migliorare le abilità matematiche dei bambini.
Perchè è importante?
L’obiettivo della ricerca è quello di indagare lo sviluppo delle abilità numeriche nei primi mesi e anni di vita, così come le risposte neurali e i fattori contestuali che modulano queste abilità. Il fine ultimo è quello di dare maggiori indicazioni ai genitori e agli educatori sui possibili predittori di difficoltà nella discriminazione del numero.
Come lo facciamo?
Nel nostro studio i bambini vedranno su un monitor due flussi di immagini, con insieme di pallini che cambiano per il numero di elementi…
Ecco qui uno dei nostri piccoli scienziati al lavoro…
Quali sono i requisiti per partecipare?
Il tuo bambino deve avere tra i 5 e gli 8 mesi.
Come puoi partecipare?
Scrivendo una mail a annamaria.porru@unipd.it; emma.visibelli@phd.unipd.it; tamara.bastianello@unipd.it
Progetto finanziato: PRIN-PNRR: P2022TKY7B
Che cosa esploriamo?
La matematica è un sistema per rappresentare e ragionare sulle quantità, con l’aritmetica come base. Anche se la conoscenza dei numeri arabici da parte degli esseri umani è unica, le evidenze empiriche suggeriscono che la capacità di padroneggiare l’aritmetica e di discriminare i numeri esiste anche negli animali non umani e nei bambini piccoli.
Tuttavia, essere bravi in matematica non è semplice. Gli studenti di tutto il mondo hanno più difficoltà di qualsiasi altra materia, e alcune difficoltà sembrano essere incentrate sull’elaborazione del numero zero. La presente proposta cerca di comprendere le radici di questa, ampiamente segnalata, difficoltà.
Perchè è importante?
Perchè vorremmo trovare nuove strategie educative per l’apprendimento dei numeri, compreso lo zero.
A chi è rivolto? e cosa facciamo?
La ricerca è rivolta a tutti i bambini e le bambine di 4 anni e 5 anni e a tutte le scuole dell’infanzia.
Ai bambini e alle bambine verranno presentati dei giochi su tablet, dove verrà chiesto loro di confrontare due set di pallini o ad esempio di riconoscere una stessa numerosità.
Come puoi partecipare?
Scrivendo una mail a annamaria.porru@unipd.it
Che cosa esploriamo?
Immaginiamo di avere tre cassette della frutta, quelle di cartone in cui tutti i frutti vengono sparsi senza un preciso ordine. Nella prima ci sono 20 mele, nella seconda ci sono 2 mele, la terza è vuota. Come percepiamo la scatola vuota rispetto alle altre due scatole? La vediamo come qualcosa qualitativamente diversa dalle altre (ossia: da una parte c’è qualcosa, dall’altra non c’è niente), oppure ci sembra più simile alla cassetta con 2 mele rispetto a quella con 20 mele? E se cambiassimo le cassette di cartone con altre cassette, quelle in cui ogni frutto viene riposto con ordine all’interno di uno specifico spazio, otterremo ancora lo stesso risultato?
Perché è importante?
Diversi studi scientifici hanno messo in luce come la nostra conoscenza dei numeri naturali sia in qualche modo legata anche alla nostra percezione delle quantità non-simboliche. Per tale motivo, riteniamo interessante cercare di capire come, già a livello non-simbolico, la cognizione del numero zero possa eventualmente differire da quella degli altri numeri.
A chi è rivolto?
Adulti (>18 anni).
Come lo facciamo?
I partecipanti potranno completare un compito al computer comodamente da casa. Nel compito, verrà loro richiesto di confrontare insiemi con diverse numerosità, indicando quale contiene un numero maggiore o minore di pallini. Per ogni partecipante, verrà registrato il numero di risposte corrette e i tempi di reazione.
Come puoi partecipare?
Scrivendo una mail a giulia.vigna.1@phd.unipd.it
La locandina dello studio è disponibile qui
Che cosa esploriamo?
Un recente studio ha dimostrato che, quando ai partecipanti viene chiesto di selezionare quale tra due parole-numero rappresenti una quantità maggiore (o minore), la prestazione può essere predetta non solo da quanto sono distanti tra loro le quantità alle quali le parole si riferiscono, ma anche dalla frequenza d’uso delle parole-numero nel linguaggio naturale. In particolare, sembrerebbe più facile confrontare due parole che si riferiscono a quantità distanti tra loro (ad esempio, “quattro” e “sedici”) rispetto a quelle che si riferiscono a quantità più vicine (ad esempio, “quindici” e “sedici”). Tuttavia, in genere le parole che indicano numeri piccoli tendono ad essere anche più frequenti nel linguaggio quotidiano, il che rende difficile separare l’influenza di questi due fattori. Lo zero, però, da questo punto di vista rappresenta un’interessante eccezione: pur indicando una quantità nulla e quindi potenzialmente considerata “piccola”, la parola “zero” è poco frequente, se considerata in rispetto alle altre parole-numero. Pertanto, in questo studio vogliamo verificare se i risultati ottenuti dagli studi passati possono essere estesi anche al numero zero.
Perché è importante?
Questo studio ci consente di approfondire le dinamiche linguistiche legate allo zero, che riteniamo particolarmente significative. Crediamo, infatti, che una delle ragioni per cui lo zero possa essere percepito come un concetto complesso possa essere almeno in parte legata alla sua scarsa frequenza d’uso nel linguaggio comune, dove viene spesso sostituito da termini come “niente” o “nulla”.
A chi è rivolto?
Adulti (>18 anni).
Come lo facciamo?
I partecipanti potranno completare un compito al computer comodamente da casa. Nel compito, verrà loro richiesto di confrontare due parole-numero alla volta, indicando quale indica una quantità maggiore o minore. Per ogni partecipante, verrà registrato il numero di risposte corrette e i tempi di reazione.
Come puoi partecipare?
Scrivendo una mail a giulia.vigna.1@phd.unipd.it